Ovvero il potere del demerito. Che è il contrario del merito.
La meritocrazia non è forse condizione sufficiente per il successo di un paese o di un gruppo che scelga la propria leadership, ma ne è certamente condizione necessaria. Forse con la meritocrazia non si diventa i primi, ma senza si è destinati ad essere certamente gli ultimi.
Il concetto di meritocrazia si incarna in quello di progressione: tanto più il mio merito è forte tanto più scalo la gerarchia del potere verso l’alto. Sono concetti basilari, che noi figli della maturità del XX secolo, uomini entrati nel III Millennio, non abbiamo bisogno di avere spiegati.
Eppure colpisce che un governatore regionale (Salvatore “Totò” Cuffaro, laureato in medicina), condannato per favoreggiamento ad un mafioso (ma non alla mafia, la legge in Italia è solo questione di interpretazione), venga immediatamente proposto come capolista del proprio partito per l’elezione alla camera alta del Parlamento italiano, il Senato. E colpisce, che un amministratore così poco oculato (per non dire assolutamente sprovveduto) che riesce con 2 mandati a disposizione, a lasciare la propria città senza illuminazione pubblica, e mi riferisco all’attuale sindaco di Catania (Umberto Scapagnini, laureato in medicina pure lui), possa anche solo pensare di aspirare anch’egli al Senato.
Ma la cosa ancora più assurda non è né che un condannato venga fatto capolista (o anche solo aspiri a svolgere un ruolo rilevante per la comunità con la fedina sporca), né che un pessimo amministratore si senta in diritto di aspirare al Senato. La cosa peggiore di tutte è che entrambi siederanno in Senato. E lo faranno grazie ad una legge elettorale partitocratica, certo.
Ma peggio lo faranno perché in Italia il senso dell’assurdo ha cambiato posto con il senso comune. Il caos in cui viviamo è prodotto e causa della confusione nelle parole che usiamo. Così merito diventa qualcosa di aprioristicamente dato per scontato fino a prova contraria e forse neppure fino a quella, perché viviamo in un paese dove aggravante è diventato sinonimo di vendetta (e noi invece siamo civili) e giustificazione qualcosa di automatico che dipende non dalla condotta ma dalla simpatia/antipatia verso chi quella condotta l’ha posta in essere.
In un paese dove non si giudica dalle azioni ma dalle intenzioni (dichiarate dopo che le azioni vengono condannate), dove i colpevoli e gli indagati sono dei poveri perseguitati a prescindere da quello per cui sono (o sono stati) processati, non può stupire che i peggiori vadano avanti. Il risultato? La Demeritocrazia, un nuovo principio di governo inventato - non a caso - dal paese che della fantasia e dell’improvvisazione ha fatto il proprio vanto nel mondo.
[Tags: cuffaro | demerito | meritocrazia | scapagnini | sicilia]- BROWSE / IN TIMELINE
- « Misurare l’Eccellenza Universitaria
- » Meaning is not in Things but in Between Them (Cineforum)
- BROWSE / IN Pensieri
- » L’Età nella Politica
COMMENTS / 6 COMMENTS
vannodevanni added these pithy words on Feb 01 08 at 12:31 amPossiamo scriverne, possiamo chiamare a conferma che quel che asseriamo è vero ma poiché vero non hai diritto di dire, in quanto dimostri di essere un rivoluzionario e di voler sovvertire l’ordine costituito e la “pace sottintesa” tra potere ufficiale (politica, economia, polizia, carabinieri) ed il potere criminale (politica, economia, polizia, carabinieri e mafiosi di varia estrazione).
Come vedi questi ultimi sono piu’ numerosi e piu’ potenti.
Personalmente, ufficialmente e legalmente, io sono un “rifugiato politico italiano”. Il primo dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Questa condizione è totalmente indifferente ai piu’ e chi se ne interessa, per curiosità, gira alla larga, semplicemente per PAURA.
Ecco l’Italia ed ecco i mafiosi che tu segnali. Essi sono poiché nessuno ha il coraggio di chiamarli con il loro nome, assieme ai loro complici ed amici.
Se vuoi divertiti con queste mie poche righe. Potrai vomitarti addosso.
Alessandro
elefteria1776@yahoo.caIn tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario. (George Orwell)
Alessandro Vanno de’ Vanni
Ginevra, 17 giugno 2007
Petizione diretta al Parlamento Europeo
Io sottoscritto Alessandro Vanno de’ Vanni di Roccabianca, cittadino italiano, nato a Roma il 17 dicembre 1941 e residente in Svizzera, Ginevra, sin dal 15 marzo dell’anno 2000, nella mia qualità di
Rifugiato Politico italiano protetto dalle Nazioni Unite
sottopongo al Parlamento Europeo per il tramite del suo Presidente Hans-Gert Pöttinger, la presente petizione, seguendo i dettami indicati dalla stessa Unione Europea e che chiedo sia resa di pubblico dominio, oltre ad essere trasmessa a tutti i signori parlamentari, nelle loro lingue nazionali ovvero nelle lingue ufficiali della U.E., presenti nel Parlamento Europeo.
Preciso meglio il mio status, poiché la mia attuale condizione non è corrispondente al diritto internazionale, previsto dalle Convenzioni delle Nazioni Unite e della Unione Europea. Infatti, nella realtà oggettiva il mio status è da equipararsi a quello di prigioniero nella Confederazione Elvetica, poiché da questa sono stato privato, sin dal mio arrivo ovvero da ben sette anni, di ogni identita, di ogni documento personale, del passaporto e della carta d’identità. La Svizzera, in documenti ufficiali, dichiara che la mia nazionalità è “sconosciuta” ed il luogo della mia nascita è “ignoto” .
La Svizzera, impedendomi ogni movimento, ogni libertà, spogliandomi di ogni diritto sociale ed umano, tenendomi sotto il piu’ stretto controllo da parte della polizia e dei suoi servizi d’intelligence, nonostante sia sposato con una cittadina degli Stati Uniti d’America nonché cittadina Elvetica e quindi con diritti nazionali da me automaticamente acquisibili, con ogni probabilità intende favorire il Governo ed i Servizi Segreti della vicina Italia al fine di occultare le dirette ed incontrovertibili complicità e responsabilità dell’Arma
Simone Tornabene added these pithy words on Feb 01 08 at 1:12 pmSicuramente in certe situazioni non si può ottenere il massimo, subito. Ma chiedere e lottare per il m inimo mi sembra d’obbligo.
Lorenzo D'Amelio added these pithy words on Feb 04 08 at 6:15 pmNon posso che darti ragione, quello che scrivi è dimostrato dai fatti.
Certo che di fronte a questa grande sfiducia bisogna muoversi in qualche modo, attivandosi, scrivendo. Andando a votare, sì. Seppure molti sono indignati non bisogna perdere la realtà del presente, perchè cadere nel qualunquismo è quello che vogliono loro. Le differenze ancora ci sono, confrontiamo Di Pietro e Berlusconi per esempio. Noto tanti che dicono di volersi astenere, sarebbe veramente pessimo. Bisogna andare, ma votare ragionando. Complimenti ancora per il post!
Lorenzo
Simone Tornabene added these pithy words on Feb 05 08 at 1:54 amGrazie a te della visita. Ho trovato interessante anche quanto hai scritto, e non posso che essere d’accordo sull’idiozia della posizione “astensione=manifestazione di voto”. Dopo il referendum sulla fecondazione assistita è diventata quasi una teoria politica. Secondo me è pericolosissima, l’anticamera della fine della politica. C’é pure chi si è inventato il partito dell’astensione. Il silenzio significa solo che non ci si esprime. Mi sembra una sconfitta in partenza.
Maelstrom added these pithy words on Feb 11 08 at 10:24 pmLa meritocrazia è il sogno di tutti ma è altrettanto chiaro che siamo lontani anni luce da questa meta: e questo si vede nei piccoli raccomandati, in chi ottiene un lavoro perchè figlio o nipote di qualcuno, in chi passa un esame perchè conosce il prof e in mille altre cose.
Sono stanco di vedermi superato a destra e a manca da persone che oggettivamente dovrebbero starmi sotto i piedi: e passare un periodo all’estero, in cui davvero sei valutato per ciò che vali, mi ha dato l’incentivo a chiedere di più.
Non in Italia, questo è ovvio.
Simone Tornabene added these pithy words on Feb 11 08 at 10:29 pmCredo sia un sentimento condiviso. Non necessariamente condivisa è la soluzione che (mi sembra) proponi: l’emigrazione. Personalmente sono dell’idea che non abbia molto senso restare in Italia, con questo sistema. Eppure sono a corto di argomenti contro chi mi lancia addosso la responsabilità per il peggioramento del sistema che la fuga dei cervelli comporta.
SPEAK / ADD YOUR COMMENT
Comments are moderated.


Ultimi Commenti